La prassi GPSC
nella formazione iniziale
Imparare GPSC attraverso il
contatto con i poveri e altre esperienze
Secondo la commissione Internazionale sul cambiamento climatico (Dicembre
2002) cui parteciparono oltre 2000 scienziati, l’uso dei carburanti fossili
(carbone, olio e gas) sta causando il riscaldamento globale e il cambiamento
climatico. E’ stato predetto che se i gas dell’effetto serra non sono ridotti
immediatamente del 60%, nei prossimi cento anni il mondo si sarà riscaldato da 1 a 5ūC.
Negli ultimi
10.000 anni la temperatura globale e’ salita di 1ūC. Se l’aumento di 1 solo
grado ha condotto ad una delle più serie e devastanti tempeste mai registrate,
a più prolungate aridità, alla progressiva liquefazione del circolo polare
artico e alla crescita del livello dei mari, cosa causerà l’incremento da 1 a
5ūC?
Il protocollo di Kyoto, a causa della pressione
dell’ONU, e’ riuscito ad accordarsi sulla riduzione dei gas dell’effetto serra
del solo 8% nell’arco di dieci anni!
Con la presente percentuale di riscaldamento, e’ stato predetto che tra 25
anni ci saranno 25 milioni di rifugiati nel solo Bangladesh a causa dei
continui straripamenti. L’ONU afferma che esistono 25 milioni di rifugiati nel
mondo. Questo scenario da incubo ecologico e’ un segno dei tempi ed e’ una
chiamata a svegliarsi per quanti tra noi professano di difendere e promuovere
la vita. E’ una chiamata a fare qualcosa prima che sia troppo tardi!
A cosa servono i nostri piani d’evangelizzazione e
priorità, se le persone alle quali indirizziamo il nostro ministero sono troppo
impegnate a riempire di sabbia i sacchi per tenere a bada gli straripamenti, o
cercano disperatamente di abbandonare i loro paesi senza nessun luogo da
raggiungere a causa del sempre crescente livello d’intolleranza contro i
rifugiati e quanti cercano asilo politico nel mondo. Dobbiamo essere in grado
di esaminare il paziente con molte malattie iniziando a curare quelle più
serie! E’ nostra responsabilità preparare i frati in formazione a leggere
criticamente i segni dei tempi e a collaborare con gli altri: Francescani,
religiosi, laici ONG e persone di buona volontà. Oggi i problemi, così come le
soluzioni, hanno bisogno di essere guardate globalmente. Per esempio, quale
riflessione è stata fatta nelle nostre case di formazione sul cambiamento
climatico? Quanti frati sono consapevoli o s’interessano delle minacce alla
vita sul nostro pianeta? Siamo sull’orlo della guerra in Iraq, dove circa due
milioni di persone, per la maggiorparte bambini, sono già morti a causa delle
sanzioni e di un leader che più di loro è preoccupato di sopravvivere e di
mantenere il potere.
Quattro milioni di persone sono positive al virus
HIV dell’AIDS. Il debito Internazionale, la schiavitù di oggi, continua ad
impoverire. Per la mafia, commerciare le donne e i bambini forzandoli alla
prostituzione è una grande fonte di guadagno e anche meno rischiosa della
vendita della droga. In che modo i nostri programmi formativi trattano questi e
altri problemi contemporanei? La crisi in Iraq è per i frati occasione di
riflessione sul nostro ruolo di pacificatori, riconciliatori, promotori di modi
alternativi di trattare i conflitti? I nostri modi riconoscono la dignità del
“nemico”, oppure permettiamo che i media e i mezzi di propaganda ci influenzino
al punto da avere il nostro incoraggiamento per le azioni militari?
Mi è stato chiesto che cosa è stato fatto
nell’Ordine per formare concretamente i frati alla GPSC. Non è possibile dare
una risposta in dieci minuti. I nostri fratelli in formazione iniziale sono
ispirati o demotivati da quanto vedono nelle nostre province e nell’Ordine.
Abbiamo molti frati fantastici che con coraggio e compassione stanno facendo un
lavoro meraviglioso, che rientra nell’ampio ambito di GPSC. Infatti, il manuale
di GPSC è un valido esempio. Credo che questo sia il punto di partenza. I
nostri frati hanno bisogno di conoscere storie di vita, incontrare persone ed
essere ispirati dallo stesso spirito che le anima a fare quanto stanno facendo.
Come può essere umanamente possibile per un frate accompagnare al patibolo
condannati a morte, rimanere accanto a loro e guardarli appesi, dopo aver speso
con loro un anno nella preparazione ad una fine così ignominiosa e inumana?
Anche se questo frate non è un membro della commissione GPSC, il suo amore per
questo poveri e dimenticati stranieri, spinti dalla povertà a diventare muli
umani, è un esempio eroico dell’integrazione della giustizia, della pace e
della salvaguardie del creato nella sua vita e ministero.
Ho avuto la fortuna di condividere le idee ed i problemi di GPSC con i
frati giovani di diverse Province e vorrei testimoniare una tendenza
preoccupante: mi pare che più si e’ avanti nella formazione meno si e’
interessati a ciò che accade nel mondo. Si direbbe che anziché essere in
formazione si sia in “deformazione”!!! Spesso gli aspiranti e i postulanti
pongono domande molto interessanti mentre i professi semplici non ne pongono
talvolta nessuna. Avverto spesso che più entriamo nelle dinamiche
dell’istituzione più ci allontaniamo dalla vita della gente comune.
Cosa si può fare perché I frati restino legati alla vita reale della
maggior parte della gente e come aiutarli ad identificarsi con i problemi delle
persone e a voler impegnare la propria vita per sostenerle?
Peter Schorr ofm ha fornito alcune idee teoriche
su GPSC e formazione. Il ruolo dell’animatore GPSC e quello del formatore è di
contribuire ad integrare i valori di GPSC nella vita e nel ministero
dell’Ordine e preparare altri per sfide future. Cercherò di fare qualche
esempio di come alcune Province in diverse parti del mondo stiano aiutando i
frati in formazione iniziale a vivere e promuovere gpsc utilizzando come base per questa condivisione l’articolo
che ho scritto nel Manuale GPSC. Ho chiesto ai miei amici animatori delle varie
Province di mandarmi qualche esempio - ma come ben sapete – le risposte ai
questionari non sono mai copiose. Fortunatamente ho avuto il privilegio di
visitare molte Province negli ultimi cinque anni del mio servizio all’Ufficio gpsc di Roma, che mi ha permesso di
raccogliere molte testimonianze, senza contare l’aver vissuto per 10 anni con i
frati in formazione iniziale in una fraternità di inserimento in El Salvador.
Se i formatori non sono d’accordo e non fanno alcun sforzo per presentare GPSC come parte integrante della vita e della missione francescana, il nostro lavoro di animatori GPSC è praticamente impossibile. Ecco perché voi, i formatori, avete bisogno di essere formati sulle prospettive GPSC del nostro carisma. Alla fine di questo scritto troverete alcune proposte orientate a questo scopo.
È importante che in ciascuna Provincia GPSC sia
integrata in ogni programma di formazione, dal postulato alla professione
solenne e fino alla formazione permanente. È necessario avere un piano, un
programma. Molte Province fanno riferimento a GPSC nei loro statuti per la
formazione, ma manca un programma sistematico che aiuti i frati ad integrare
progressivamente GPSC nella loro vita e che li prepari al loro futuro
ministero. La Commissione GPSC della Conferenza Bolivariana ci offre una bozza
di programma[1] per la
formazione teorica nei valori di GPSC. Usano tutte le risorse GPSC disponibili
e in particolare il Manuale ormai già tradotto in 10 lingue. Alla pagina web
dell’ufficio di Roma (www.ofm-jpic.org)
si possono trovare tutte le risorse disponibile, delle quali le più
significative sono: il libro dei discorsi del Congresso GPSC di Vossenack
dell’ottobre 2000 (inglese, spagnolo e italiano a breve), il Manuale GPSC
intercongregazionale, il libro sulla nonviolenza francescana (cinque lingue),
il libretto sul cambiamento climatico (12 lingue), oltre naturalmente al Manuale
GPSC. Inseriremo anche articoli ed altre risorse utili per la formazione
iniziale e permanente.
Nella Ratio Formationis Franciscanae[2] vi sono molti
riferimenti a giustizia, pace e salvaguardia del creato, ma occorre che questi
ispirati sentimenti siano tradotti in pratica altrimenti non avremo nulla da
offrire agli emarginati, ai poveri e agli oppressi del mondo. Come disse John
Vaughn, precedente Ministro generale, nel 1985: «Abbiamo molti documenti e
scritti. Ciò che il mondo si aspetta da noi sono i fatti».
Esaminiamo dunque alcuni di questi “fatti” in
varie Province del mondo, nella speranza che questi esempi spronino tutti i
frati, in formazione iniziale e permanente, a lottare per un mondo più giusto e
in pace e in armonia con tutta la creazione.
Ho scelto sei sottotitoli per questi esempi di
vita vissuta nelle province ed anche suggerisco cosa si potrebbe fare. Sono:
Fraternità, Presenza, La voce dei senza voce, Coscienza critica, Apertura verso
tutti, Formazione permanente. Per non offendere nessuno, eviterò di nominare le
province.
1. Preghiera: Fino a che punto ciò che accade nel mondo si riflette nella nostra preghiera? Il nostro modo di pregare può essere spiritualistico o basato sulla realtà. I frati possono imparare ad essere contemplativi leggendo i segni dei tempi non solo nei luoghi di preghiera ma anche negli eventi del mondo.Ad esempio, preghiere dei fedeli o momenti di preghiera in occasione di giornate speciali (Giornata mondiale della pace, Giornata della terra, migrazione, ecc.), preghiere con esponenti di altre religioni, partecipazione a veglie e digiuni per la pace e i diritti umani, o contro il debito internazionale (vedi Genova), manifestazioni contro la pena di morte davanti alle carceri (USA).
2. Lavoro domestico: Dovrebbe essere svolto dai frati e non solo da salariati.
3. Programmazione: I frati[3] in formazione iniziale sono parte della programmazione e della valutazione dei progetti della comunità e non semplici realizzatori di programmi studiati dai formatori (è importante sviluppare una mentalità collaborativi, essenziale per una chiesa partecipativa che includa pienamente il laicato). In alcune Province i frati in formazione iniziale partecipano ai Capitoli provinciali, in altre si riuniscono una volta l’anno per discutere insieme i programmi formativi e fare proposte migliorative..
4. Finanze – Frati scelti per assistere l’economo o nominati essi stessi economi dei conventi: Ciò può contribuire a rendersi conto di quanto si spende e a non perdere di vista il costo della vita e condurci a prendere in considerazione un modo di vivere più semplice. Le case come usano questo danaro? Se viene investito in banca, quali sono le implicazione etiche di questo bene finanziario? Discutere su questo tema può aiutare a capire il rischio di cattive politiche di investimento e come noi Francescani possiamo invece usare il nostro potere economico a fin di bene, facendo pressione sulle banche e le imprese perché applichino standard etici ai loro progetti.
5. Lavoratori: Giusto salario e giusto trattamento dei lavoratori sono un imperativo per le nostre case, soprattutto per le case di formazione. Anche questo è un tema GPSC utile per la riflessione comune dei frati.
6. Commercio equo: Dobbiamo pagare i nostro prodotti al giusto prezzo. Vi sono molte organizzazione di commercio equo nel mondo sviluppato che importano generi alimentari e altri beni essenziali per aiutare i contadini e le economie dei paesi in via di sviluppo. A volte questi prodotti costano un po’ di più, ma spesso quanto normalmente si paga non riflette il prezzo reale né i costi ecologici. Sono rimasto impressionato da un membro dell’OFS degli USA che per poter comperare i prodotti biologici e quelli provenienti dal commercio equo che sono più costosi, rinuncia all’acquisto di altri prodotti di lusso non essenziali. Essa ha sviluppato una coscienza di eco-giustizia. Più le persone si rivolgeranno a questo mercato più questi prodotti diventeranno meno cari e diventeranno accessibili anche ad altri. è importante sostenere i prodotti locali dei paesi in via di sviluppo. Ciò potrebbe condurre la fraternità a riflettere sulle proprie abitudini al consumo.
7: Uso amichevole delle risorse ambientali: energia, acqua, trasporti, ecc. L’effetto serra, generato da gas prodotti dall’uso eccessivo di combustibili fossili, è uno dei maggiori rischi per la vita del pianeta. Ognuno di noi può influire sul fenomeno. I frati di Kyoto, ad esempio, ricavano l’80% della loro energia dai pannelli solari (energia rinnovabile), Raccolgono l’acqua piovana per l’uso nelle toilette e per il giardino e riciclare i loro bastoncini cinesi per farne carta. Altri separano i rifiuti e usano i componenti organici per farne concime.
8. Solidarietà verso gli oppressi: Una lettera di solidarietà scritta alle autorità competenti può non avere nessun rilievo, ma centinaia hanno grande effetto. Lo diciamo per esperienza. Per esempio, le centinaia di lettere provenienti da tutto il mondo, prevalentemente da parte della Famiglia francescana, a seguito della campagna per un’Azione urgente[4] in favore di due frati in Brasile, le cui vite erano seriamente in pericolo a causa del loro lavoro con i senza terra, è stata loro di grande aiuto. Franciscans International ha di recente promosso una campagna di lettere di solidarietà verso i cristiani in Pakistan, molti dei quali sono stati uccisi in questi ultimi mesi. Oltre ad aiutare persone e cause specifiche quest’azione è di per se stessa formativa, perché i frati prendono coscienza dei problemi esterni ai loro paesi e alle loro parrocchie. Vi chiediamo di sostenere questa rete di azione urgente interfrancescana, in via di installazione. I frati in formazione che possono accedere alla posta elettronica o a internet potrebbero contribuire a formare una rete viaria mediatica di solidarietà.
9. Capitoli Locali: Nell’ordine del giorno occorre prevedere un tempo di riflessione sugli avvenimenti del mondo e chiedersi quali iniziative si possono prendere, non importa se piccole. Ad esempio, in vista di una possibile guerra contro l’Iraq, quale dovrebbe essere la reazione dei francescani e cosa possiamo fare effettivamente per portare avanti una cultura di pace e nonviolenza? La maggior parte dei Capitolo locali tratta problemi relativi al lavoro della fraternità e non è sufficientemente usata come strumento di formazione permanente. Forse se dedicassimo un tempo congruo ai Capitoli locali nella formazione iniziale potremmo fare qualche passo avanti.
10. Case in affitto invece che di proprietà: La casa in affitto garantisce maggiore flessibilità ed è più facile spostarsi a seconda dei cambiamenti circostanti. Abbandonare le proprietà acquistate è molto più difficile.
11. Costruzioni: i nostri edifici dovrebbero rispecchiare i criteri francescani.
12. Orti e fattorie: il contatto con la natura non serve solo ad acuire la nostra sensibilità spirituale ma anche a produrre cibo e medicinali. Ove possibile, i frati dovrebbero imparare l’uso delle medicine naturali e promuovere e difendere il sapere indigeno, minacciato dall’intenzione delle multinazionali di brevettarne la proprietà curativa.
13. Calcolare l’impatto ecologico della comunità. Sono certo che sarete turbati dal vedere quanto siamo poco in armonia con la creazione. Valutate qual è il vostro impatto ecologico.
Cf., http://www.olywa.net/roundtable/footprint/,
http://www.ecologicalfootprint.com/
II) Presenza
(cf. RFF 22b; 25a; 32a;
155)
Piccole fraternità di inserimento tra i
poveri. In molte Province, soprattutto in America Latina e nelle Filippine, è
molto comune che la formazione iniziale si svolga in tutto o in parte in questo
tipo di fraternità. Vi sono esempi in ogni stadio della formazione dal
postulato in poi e in alcune Province il noviziato dura due anni, il secondo
dei quali in un altro paese.
Vantaggi:
v Contatto diretto con i
poveri e le loro lotte.
v I frati devono abituarsi a
organizzare in maniera più razionale preghiera, fraternità, studi, lavoro
pastorale e impiego esterno. In situazioni più istituzionalizzate molto di
tutto ciò è ignorato almeno finché il frate non viene destinato a una comunità
della Provincia, dove molto spesso devono far fronte da soli alle crisi.
v Nel
piccolo gruppo è più facile individuare le motivazioni vocazionali, conoscere
gli aspiranti frati e personalizzare i programmi di formazione.
v Queste piccole fraternità permettono ai frati di mantenere
il contatto con le lotte quotidiane della gente e il nostro stile di vita ha
maggiori possibilità di essere valutato a partire da tale prospettiva. Coloro
che ci vivono accanto e ci sono amici sono largamente determinanti per le
nostre scelte e per la nostra lettura dei segni dei tempi.
v Si possono sviluppare e
valutare più facilmente programmi personali e di fraternità.
v Si può essere almeno in
parte economicamente indipendenti dalla Provincia, che normalmente deve
finanziare totalmente le case di formazione.
v è
un’opportunità per sperimentare, giorno dopo giorno, la lotta della gente, per
sviluppare un senso pastorale, dando alle riflessioni teologiche ed accademiche
un fondamento più realistico e pratico.
Svantaggi:
v Piccole fraternità non
accompagnate e non controllate sono la ricetta di un disastro.
v La pastorale e il lavoro
possono distogliere dall’impegno accademico (anche se il Rettore della facoltà
di teologia di El Salvador ha detto che il rendimento accademico degli studenti
provenienti dalle fraternità di inserimento era lo stesso di coloro che non
avevano altre responsabilità oltre lo studio).
v Spesso sono percepite
come una semplice “esperienza” esclusivamente per i frati in formazione
iniziale.
v “Puoi condurre il
cavallo fino all’acqua, ma non puoi costringerlo a bere”. L’inserimento in sé è
inutile se il frate non è disponibile ad imparare. Diventati professi solenni,
molti frati rifiutano di prendere in considerazione l’inserimento.
iii) La voce dei
senza voce (cf. RFF 25b; 34b)
v A scuola di Lobby
per i poveri: attualmente a Ginevra vi sono cinque giovani interni che stanno facendo
una incalcolabile esperienza nel lavoro per i Diritti Umani e di apprendimento
dei meccanismi della nazioni Unite. perché non andare anche qualcuno dei nostri
giovani frati? Molti giovani sono impegnati in iniziative ecologiche come io
stesso ho potuto constatare alla conferenze sul cambiamento del clima che si è
tenuta a Bonn. Uno dei nostri frati più anziani di recente ha trascorso un mese
con un senatore degli Stati Uniti per imparare come riuscire a influire in
favore dei poveri nei processi decisionali. Le multinazionali sono presenti in
forza per promuovere armi, droga, sigarette, scambi a loro favore con il Sud e
meccanismi restrittivi per le merci competitive.
v Ospiti speciali per
condividere le loro vite e il loro lavoro:
1. Frati che abbiano esperienze particolari di pastorale con i poveri.
2. Laici e altri in grado di dare consigli pratici su un’ampia scala di problemi (es. come vivere in armonia con la creazione, ridurre l’impatto ecologico riducendo i consumi, incrementare il riciclaggio, ecc.)
3. Poveri che stanno lottando per i propri diritti e la propria dignità (membri di organizzazioni popolari, …………, gruppi per la terra, migranti, rifugiati, ammalati di HIV/AIDS, prostitute, ecc.)
4. Visita a missioni
5. Politici e esperti sociali che aiutino a capire la realtà sociale e politica
6. Membri della Commissione GPSC nel loro lavoro o quando frequentano congressi ecc.
v Commissioni GPSC provinciali: Stimolare i frati a inserirsi nelle Commissioni GPSC provinciali o in quelli interfrancescane/congregazionali. Sfortunatamente la sopravvivenza di alcune Commissioni provinciali dipende da frati in formazione iniziale. Buon segno per il futuro ma pessimo riguardo quanto seriamente la Provincia tiene in considerazione l’animazione GPSC.
v Sostenere valide organizzazioni. Vi sono frati di molte Province che direttamente o indirettamente sostengono organizzazioni che lavorano a favore dei diritti umani, quali, ad esempio, Amnesty International, ecc. Alcuni aderiscono alle filiali locali di tali organismi o partecipano e sostengono organizzazioni della comunità locale, religiose o civili, che lavorano per migliorare le condizioni di tutti. Anziché fondare entità parallele, i frati possono lavorare in collaborazione con quelle che già stanno lottando per giustizia, pace e salvaguardia del creato, in qualità di semplici membri piuttosto che assumere ruoli direttivi.
IV) Coscienza critica (cf. RFF 32B; 79; 162)
v In alcune Province nei
loro capitoli locali mensili i frati riservano un tempo di riflessione a temi o
problemi riguardanti GPSC. Un frate prepara una breve analisi di ciò che sta
accadendo a livello locale e nazionale in campo sociale, economico, politico e
religioso e tutti insieme condividono poi ciò che conoscono e quali conseguenze
vi sono o potrebbero esservi per i frati e la gente. Se vi sono reali
implicazioni, si decidono e si assegnano precisi compiti al riguardo.
v Studi correlati
all’ambito di gpsc ed ai suoi
problemi. Solitamente gli studi del postnoviziato riguardano filosofia e teologia.
Alcuni frati hanno studiato legge, sociologia, economia, scienze naturali,
programmazione, ecologia, diritti umani, scienze òpolitiche, dottrina sociale
della Chiesa, ecc. ma sono in netta minoranza. è auspicabile per il futuro che le Province favoriscano un
più ampio raggio di studi e analisi perchè i frati competenti in scienze
sociali e naturali possono contribuire all’orientamento della nostra missione,
obiettivi, strategie.
V) Apertura verso tutti e rifiuto della
violenza (cf. RFF 21b)
v Esperienze
pastorali:
-
interne: nel periodo
scolastico o durante le vacanze estive. Molte Province incoraggiano alcune
attività di tipo pastorale:
1. attività ecclesiali: servizi sociali in
parrocchia, quali visite agli ammalati, tossicodipendenti, anziani, carcerati,
cura verso i portatori di handicap, ecc.
2. attività altre chiese, religioni ONG.
-
all’estero o zone missionarie della Provincia: Si realizzano ritagliando un
tempo dagli studi o da altre incombenze (anno di servizio/anno Francescano). I
frati si recano in un’altra Provincia o in terra di missione per vivere più
vicini ai poveri. Se sono frati semplici, di solito risiedono in una Casa di
formazione della Provincia che li ospita (è infatti importante che queste
esperienze siano accompagnate, programmate prima e valutate dopo). Un altro
vantaggio è che attraverso queste esperienze si impara la tolleranza verso altre
culture e preparano i frati ad un futuro di fraternità internazionali.
v Nonviolenza: è necessario imparare a risolvere i conflitti secondo i
principi della nonviolenza e si può fare partecipando laboratori guidati.
L’Ufficio GPSC ha appena pubblicato un libro sulla nonviolenza francescana[5]. Sappiamo delle proteste
anti-globalizzazione che i media spesso dipingono come violente, o meglio
metteno in risalto solo la minoranza violenta, ignorando i molti che usano la
nonviolenza attiva come modalità per esprimere i propri punti di vista. Molti
movimenti nonviolenti stanno cercando persone che sostengano le loro
iniziative. Forza di Pace Nonviolenta[6], ad esempio, ha chiesto
quattro francescani. Saranno addestrati nelle tecniche della nonviolenza per
prestare il loro servizio come costruttori di pace. Quanti di noi hanno imparato
strategie pratiche nonviolente per risolvere i conflitti?
v Rifiuto del
servizio militare. Alcuni frati rifiutano il servizio militare e, se non
accettano un servizio alternativo, subiscono un certo tempo di carcere. è il loro modo di dire NO al
militarismo, in continuità con la tradizione non vioelnta di Francesco di
................... le crociate.
v Condividere spazi
abitativi con i poveri: i frati offrono ospitalità ad ammalati di AIDS,
rifugiati e altri gruppi emarginati. In passato alcuni avevano dichiarato
apertamente che le loro case erano “santuari” per i richiedenti asilo per
ragioni economiche o politiche, altri hanno destinato, provvisoriamente o definitivamente,
parte dei loro edifici al lavoro con i poveri e gli emarginati:
tossicodipendenti, malati di AIDS, bambini di strada, ecc. Altri ancora hanno
aperto le case per aiutare le ONG impegnate nell’ambito della promozione e dei
diritti umani.
VI) Formazione
Permanente (cf. RFF 58)
v Incontri
provinciali: Molte Province organizzano con cadenza regolare (ogni anno, ogni 2 o 3)
un incontro provinciale per tutti i frati per riflettere sui problemi di GPSC.
Alcune hanno preso questa decisione al Capitolo provinciale. Tutti i frati sono
invitati e comunque nella maggior parte dei casi i promotori locali vi
partecipano. In alcune Province questi incontri sono organizzati insieme alla
Famiglia francescana.
v In rappresentanza della
propria Fraternità, alcuni frati entrano a far parte di organizzazioni della
comunità locale che lottano per migliorare la loro area e di solito evitano di
assumere ruoli direttivi.
José Rodriguez Carballo
ofm, Segretario per la Formazione e gli Studi, rivolgendosi agli Animatori GPSC
dell’Ordine presenti al Congresso di Vossenack, Germania, ha affermato: «la
mia presenza qui vuol essere segno della collaborazione tra il Segretariato
Generale per la Formazione e gli Studi e l’Ufficio Giustizia e pace di Roma.
Vuol, essere soprattutto, espressione della profonda convinzione che ho da
qualche tempo. La formazione non può progredire prescindendo da questo
aspetto costitutivo del carisma Francescano – Giustizia, Pace e Salvaguardia
del creato (GPSC) ma neppure questo aspetto essenziale può entrare efficacemente
nella vita dei fratial di fuori della formazione. La collaborazione non è
solo opportuna, è necessaria».
Per favorire questo processo vi presento una proposta (vedi allegato) per integrare GPSC nei programmi di formazione del prossimo triennio. Vi prego di considerarlo attentamente e spero possa servire da base per una proposta concreta da parte di questa assemblea.
Gearoid Francisco Ó
Conaire ofm
Vicedirettore
dell’Ufficio GPSC di Roma
17.10.2002
GPSC
e Formazione – Una proposta
Introdurre GPSC nei programmi
formativi di ogni Provincia
1 Stadio: Dicembre 2002 – 2003.
Proposta: I formatori di ogni provincia prendano parte ad un seminario di GPSC
Obiettivi:
Responsabili: Il Segretario della formazione e l’animatore provinciale
di GPSC.
2 Stadio: December 2003 – 2004.
Proposta: Incontro dei segretari della formazione e degli animatori GPSC di
ogni Conferenza.
Obiettivi:
Responsabili: I Presidenti delle conferenze per la Fomazione e per
GPSC.
3 Stadio: Dicembre 2004 – 2005.
Proposta: Pubblicare i Programmi formativi di GPSC.
Objective:
Responsabili: Il Segretariato per la formazione e studi e l’ufficio di GPSC di Roma.
4 Stadio (permanente)
a)
Proposta: Almeno ogni tre anni i formatori partecipino ad un seminario e/o programmino di partecipare ad altri
seminari.
Obiettivo: familiarizzare con le fonti
materiali e le idee diGPSC
Responsabile: il segretario della
Formazione e Studi e l’animatore
di GPSC
b)
Proposta: Sia rivisto ogni sei anni il programma di GPSC
Obiettivo: rinnovare il programma
Responsabile: Il segretario della
Formazione e Studi.
Proposta di abbozzo
per le Conferenze
A cura della Conferenza Boliviana
La visione francescana di GPSC:
L’insegnamento sociale della Chiesa –
Documenti:
Temi d’interesse specifico:
Le strutture di GPSC nell’Ordine: l’ufficio di GPSC, la Conferenza
e la Provincia (Roma, New York, Geneva).
GPSC e i vari ministeri:
Ecumenismo
Inculturazione e inter-culturazione, culture
Bibliografia:
[1]
Il programma è disponibile in inglese, italiano e spagnolo.
[2] Raccomando di leggere “Giustizia e Pace
nella Ratio Formationis Franciscanae”, José Arregui ofm, Manuale GPSC OFM.
[3] Se non diversamente precisato il termine
“frati” indica coloro che sono in formazione iniziale
[4] Nell’aprile 2002, il Definitorio Generale
ha approvato l’idea della Rete Francescana di Azione Urgente per soccorrere i Francescani in pericolo
e le persone che lavorano con loro, rete che sarà funzionante a breve. Tutti,
francescani e amici di san Francesco, potranno accedervi all’indirizzo: http://www.ofm-jpic.org/urgentaction/index.html.
[5] Consultare la pagina web http://www.ofm-jpic.org/resources/nonviolence/Nonviolence%20book.pdf
[6] per informazioni vedere la pagina web http://www.nonviolentpeaceforce.org/