| Sesto giorno: Il 23 ottobre
Proposta all'UFME
- Creare a Bruxelles una presenza francescana (frati e laici) per la specifica attenzione al fenomeno migranti / rifugiati / tratta di esseri umani che lavori direttamente con le istituzioni europee. Tale presenza dovrà collaborare con JPIC della Curia, Franciscans International di Ginevra e altre istituzioni interessate agli stessi problemi.
- Questa presenza (personale e budget) sarà a carico delle Conferenze europee e, preferibilmente, sia concordata con i Presidenti JPIC delle stesse Conferenze.
Proposte alle Conferenze
Formazione
- Ogni Entità studi come inserire, ad ogni livello della formazione permanente e iniziale, compreso il tempo della cura pastorale delle vocazioni, i temi di JPIC, non solo a livello teorico ma soprattutto in forma esperienziale per il necessario legame con la realtà.
- L&Mac226;anno francescano previsto dopo il noviziato sia vissuto come esperienza di totale condivisione della vita degli emarginati, preferibilmente in una fraternità di inserimento o almeno in una qualificata esperienza internazionale (vedi RF 76), dopo attento studio dei formatori (cf. RF 215)
- Ogni Conferenza trovi i modi per realizzare il n. 133 della Ratio Formationis: "La fraternità della casa di formazione è attenta al mondo e alla sua storia, alla precisa realtà sociale, e aperta specialmente ai poveri e agli emarginati, in sintonia con la nostra identità di minori".
- Ogni Conferenza realizzi periodici incontri dei delegati JPIC con i formatori ai vari livelli per favorire il comune crescere verso gli stessi obiettivi.
Missione ad Gentes
- L'Ufficio JPIC di Bruxelles collabori con l&Mac226;Ufficio CEFRAM che sarà attivo dal 1° maggio 2005 nella medesima città.
- I Presidenti di JPIC delle Conferenze lavorino insieme per entrare nel processo ecumenico verso la III Assemblea ecumenica europea (Sibiu, Romania, 2007) e trovino le modalità per riportare alle Conferenze e alle Province lo spirito di questa assemblea.
Scuola e Università
- Si ribadisca la promozione della cattedra di JPIC presso l&Mac226;Antoniano di Roma e in tutti gli istituti teologici francescani presenti in Europa.
- Venga formata una commissione per la redazione di un testo di sussidio sui temi di JPIC per le scuole e gli istituti legati alle nostre realtà francescane e non francescane.
- Si promuovano incontri formativi per i docenti della nostre facoltà e studi per l&Mac226;apprendimento dei valori di JPIC che devono permeare l&Mac226;insegnamento.
Economia
- Si curi che venga realizzata la proposta del Capitolo Generale sull&Mac226;elaborazione di linee etiche ad ogni livello per l&Mac226;uso responsabile delle risorse (denaro, beni mobili e immobili), in rapporto alla realtà di ogni paese, operando con mezzi specifici (seminari, giornate, ecc.) e con la consulenza tecnica necessaria (economisti, specialisti in banca etica, ecc.), così da realizzare la partecipazione attiva di ogni Entità, sia nella elaborazione che nella messa in pratica delle suddette linee etiche.
Ecologia
- Si trovino le vie idonee per sensibilizzare l&Mac226;opinione pubblica sull&Mac226;utilizzo degli OGM (Organismi geneticamente modificati) considerando il rapporto che essi hanno con la conservazione delle biodiversità, con il problema della salute, dell&Mac226;ambiente e con i problemi legati alla concentrazione del mercato con riferimento all&Mac226;agricoltura. In verità "le sementi sono patrimonio dell&Mac226;umanità".
- Si trovino modalità efficaci per sensibilizzare l&Mac226;opinione pubblica sul problema dello smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli tossici che vengono trasferiri nei vari paesi d&Mac226;Europa e altrove.
Nonviolenza attiva
- Poiché la nonviolenza attiva, contributo importante di JPIC alla causa della pace, necessita di adeguata preparazione, le Conferenze incoraggino i frati alla necessaria formazione sia a livello teorico che pratico.
- Venga avviata a livello di Conferenze una riflessione sull&Mac226;opportunità di avere frati impegnati nel ministero di cappellano militare per verificare la compatibilità con la dimensione profetica del carisma francescano.
Rifugiati
- In ogni Conferenza e nelle singole Province vi siano persone (frati e laici) che si occupino di rifugiati, migranti e della tratta degli esseri umani (v. proposte alla Ufme)
- Venga realizzato un incontro europeo che riunisca gli operatori del settore al fine di creare un sentire comune e per lo scambio di problemi ed esperienze.
Proposte alle Province d'Europa
- Incoraggiare ogni Fraternità ad esaminare il proprio impatto ecologico ("impronta") sull&Mac226;ambiente circostante per elaborare uno stile di vita ecocompatibile.
- Suggerire a chi organizza gli esercizi spirituali il tema della salvaguardia del creato.
- Istituire la giornata di animazione per la pace in ogni Fraternità locale.
- La commissione GPSC di ogni Provincia chieda al proprio Capitolo provinciale di creare una Fraternità inserita. Nel caso in cui non sia possibile farla nella Provincia, si esamini la possibilità di far parte di una Fraternità internazionale di questo tipo.
Raccomandazioni:
Agli Uffici di Curia:
- L'Ufficio JPIC e il Segretariato per l&Mac226;evangelizzazione della Curia generale elaborino in comune un sussidio su come realizzare nelle parrocchie l&Mac226;interesse per JPIC.
Alle Conferenze:
- Favorire una riunione della Commissione GPSC a Ginevra per conoscere direttamente la struttura e le iniziative di Franciscans International.
In collaborazione con il servizio Dialogo dell'Ordine, programmare uno studio approfondito dell'Islam e dei problemi posti dal dialogo Est/Ovest.
Alle Province
- Tutte le parrocchie vengano spronate a costituire il ministero di JPIC.
- Si collabori con le commissioni diocesane di JPIC, ove esistono, e se ne favorisca la nascita ove mancano.
- I guardiani, anche con l&Mac226;aiuto di corsi idonei, apprendano come gestire i conflitti all&Mac226;interno della loro fraternità.
Alle Fraternità
- Nel rapporto con i fratelli migranti e rifugiati, ogni fraternità cerchi di superare il livello dell'assistenza e della risposta al bisogno per divenire "laboratorio" di vita interculturale e interreligiosa.
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