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No. 2, febbraio 2003

Bollettino del Consiglio Internazionale OFM

Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato

(preparato dall’Ufficio GPSC di Roma)

In questo numero:

                   1.    Alcune iniziative francescane di Pace, contro la guerra in Iraq.

                   2.    Iniziative diplomatiche, politiche e pastorali per la pace di Giovanni Paolo II nel mese di febbraio 2003

                   3.    Altre notizie di GPSC

                   4.    Richiesta di Azione urgente per i cristiani isolati da un muro a Betlemme.

                   5.    Preghiere per fr. Ed Dunn ofm.

CC.GG. – Articolo 69

                   1.    Nella difesa dei diritti degli oppressi, i frati, rinunciando ad ogni azione violenta, ricorrano ai mezzi che possono usare anche i più deboli.

                   2.    Consci degli atroci pericoli che minacciano l’umanità, i frati denuncino fermamente ogni specie di guerra e la corsa agli armamenti come una piaga gravissima per il mondo e la più grande ingiustizia verso i poveri. Non risparmino fatiche e pene per costruire il Regno pacifico di Dio.

Il Papa invita alla preghiera e al digiuno il 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri.

«è dovere di ogni credente, a qualunque religione appartenga, proclamare che non potremo mai essere felici uno contro l’altro; il futuro dell’umanità non sarà assicurato dal terrorismo e dalla logica della guerra…». «Noi cristiani, in particolare, siamo chiamati ad essere sentinelle di pace nei luoghi dove viviamo e lavoriamo…» «Siamo chiamati, cioè a vigilare che le coscienze non cedano alla tentazione dell’egoismo, della menzogna e della violenza». Perciò il Papa invita «tutti i Cattolici a dedicare con particolare intensità il prossimo 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri, alla preghiera e al digiuno per la Pace, specialmente per il Medio Oriente».

Alcune iniziative Francescane di Pace contro la guerra in Iraq

Abbiamo tutti avuto moltissime informazioni circa la più che probabile guerra in Iraq. Chi volesse approfondire le implicazioni della guerra e/o la moralità di un tale atto, troverà, alla fine di questa sezione, l’indicazione di alcune eccellenti fonti su internet.

Vorrei attirare la vostra attenzione su alcune iniziative francescane di cui l’Ufficio GPSC di Roma è venuto a conoscenza. Stiamo introducendo questa documentazione nella nostra pagina web in una sezione speciale intitolata: “War and Peace in Iraq”.

    1.       Convegno continentale Europeo GPSC di Assisi, ottobre 2002. I Delegati riuniti in convegno hanno dichiarato che: «Come figli di Francesco d’Assisi, che ha praticato e insegnato la riconciliazione, il perdono, il dialogo, la nonviolenza, l’amore per le creature, esprimiamo il nostro assoluto rifiuto della guerra in sé, della guerra come soluzione dei conflitti, di ogni guerra duratura o preventiva che sia. La guerra uccide, produce povertà, genera odio e distrugge il creato».

    2.       Delegati GPSC delle Americhe. I Delegati della maggior parte delle Province del Continente americano (nord, centro e sud) hanno espresso la loro opposizione alla guerra in Iraq, dichiarando che «la via alla pace è il dialogo».

    3.       Il Comitato di Animazione del Consiglio Internazionale GPSC. I membri del Comitato di Animazione GPSC, riuniti a San Paolo, Brasile, il 3 febbraio 2003, hanno ribadito i sentimenti di molti Francescani e: «…In accordo con i pronunciamenti del papa Giovanni Paolo II e dei leaders delle più importanti religioni del mondo esprimiamo la nostra opposizione alla guerra in Iraq…». Pur riconoscendo «gli eccessi dell’attuale regime iracheno», essi dubitano che la politica degli Stati Uniti e dei suoi alleati porti ad una “soluzione giusta e durevole” e respingono la teoria dell’attacco preventivo.

    4.       Appello alle coscienze e digiuno presso le Nazioni Unite. È una iniziativa che ha avuto luogo a New York dal 16 al 22 febbraio ed è stata promossa da Alain Richard ofm, insieme ad altre dieci persone di varie organizzazioni per la pace. Per una settimana essi hanno digiunato, prendendo soltanto acqua, pregato e fatto pressione sulle Nazioni Unite. Il loro intendimento era di “creare un clima di reciproca comprensione”. Con quest’azione di tradizione gandhiana essi si proponevano di:

              Ø        Incoraggiare ogni persona a guardare la situazione con sufficiente distanza per essere coerenti con la propria umanità più profonda.

              Ø        Sostenere coloro che nel mondo stanno cercando strade alternative alla guerra.

              Ø        Invitare rispettosamente il governo iracheno ad adempiere pienamente le risoluzioni ONU in modo da dissipare ogni sospetto, nonostante l’umiliazione inflitta a questa nazione da una simile inchiesta.

    5.       Commissione GPSC della Famiglia Francescana in Spagna. Durante il loro incontro del 22-23 febbraio a Madrid, hanno espresso la loro opposizione alla guerra in Iraq. Citando l’enciclica Pacem in Terris, n.87, richiamano il Governo spagnolo a farsi leader nello sforzo di costruire la pace, poiché questo è il desiderio della maggior parte della popolazione. Hanno inoltre invitato i governi iracheno e israeliano ad adempiere le risoluzioni delle Nazioni Unite che li riguardano. Hanno anche respinto l’embargo all’Iraq, che provoca indicibili sofferenze alla popolazione civile.

    6.       I Francescani tedeschi pregano e protestano contro la guerra. Venerdì 17 gennaio, anniversario della prima guerra del Golfo, sei francescani hanno partecipato ad una dimostrazione contro la guerra in Iraq presso la Base aerea statunitense di Francoforte sul Meno, Germania. L’iniziativa è stata organizzata da “I religiosi per la pace” e da “Pax Christi”. Con lo slogan: “Alla guerra occorre capitale – al capitale occorre la guerra”, hanno voluto attirare l’attenzione sul fatto che le vere radici di questa e di molte altre guerre risiedono nel capitalismo. Hanno pregato e cantato davanti all’ingresso della Base aerea, poi, la maggior parte dei 90 dimostranti si sono seduti, bloccandone l’accesso. La Polizia ha fermato 34 persone, compreso un frate, per alcune ore, per verificarne l’identità. è stato programmato un incontro di preghiera sistematico di un’ora ogni domenica.

    7.       Petizione al Ministro Generale perché intervenga presso il Vaticano. Alcuni membri dell’organizzazione nonviolenta Pace e Bene di Las Vegas hanno chiesto all’Ufficio GPSC di aiutarli a mettersi in contatto con il Vaticano attraverso il Ministro Generale, in modo da incoraggiare il papa Giovanni Paolo II a far visita al Presidente Bush e/o fare un pellegrinaggio di preghiera per la pace in Iraq.

    8.       Il Provinciale inglese prende posizione sull’Iraq. Il Segretariato GPSC «è contrario all’incremento militare nell’area persiana, in vista delle ostilità militari preventive contro l’Iraq… Esso richiama e sollecita i rappresentanti della comunità internazionale a continuare a cercare una soluzione diplomatica, pacifica e giusta a questa grave situazione. Reputa che la Risoluzione 14.4 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non contenga alcun mandato che giustifichi ostilità militari preventive contro l’Iraq, poiché le “gravi conseguenze” per le “concrete violazioni” non sono specificate. … Qualora Stati Uniti e Gran Bretagna intraprendessero una simile azione senza fare riferimento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ad una sua nuova risoluzione, essi si porrebbero in aperta violazione del diritto internazionale. Il Segretariato GPSC chiede perciò che sia concesso maggior tempo all’Ispettorato ONU per gli armamenti per potare a termine il suo compito…». La Commissione ha anche rivolto un appello ai frati perché sostenessero la Marcia per la Pace del 15 febbraio a Londra, che ha attirato oltre un milione di persone.

    9.       Conferenza dei Provinciali di Messico, Centro America e Caraibi. In una lettera del 12 febbraio 2003 indirizzata a George Bush, i Provinciali ed i partecipanti all’incontro della Conferenza, che rappresentava 10 paesi e un migliaio di Francescani, hanno ribadito il loro desiderio di pace e la loro opposizione alla guerra contro l’Iraq. Hanno anche dichiarato il loro rifiuto del concetto di guerra preventiva aggiungendo che «la comunità della nazioni sta offrendo varie opzioni diplomatiche per la soluzione del conflitto, che riteniamo dovrebbero essere prese in seria considerazione». Hanno unito la loro voce a quella dei membri del Consiglio messicano per i religiosi che ha pregato e digiunato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti di Città del Messico, chiedendo la “soluzione nonviolenta del conflitto”

  10.       Conferenza dei Provinciali di lingua inglese. Nell’ottobre 2002 i Provinciali hanno scritto al presidente Bush e a Tony Blair, dichiarando tra l’altro: «…contestiamo l’uso di armi chimiche, biologiche o nucleari da parte di qualunque paese. …I vostri tentativi di terrorizzare l’opinione pubblica facendole credere che l’Iraq stia per usare queste armi non si basano su nessuna chiara evidenza. Vi chiediamo di accettare le esistenti risoluzioni dell’ONU e porre fine ai piani militari in Iraq».

  11.       Scudi umani in Iraq. L’Ufficio GPSC ha ricevuto richieste di informazione da parte da alcuni francescani, circa la partecipazione come scudi umani in Iraq. L’Ufficio si è messo in contatto con i Domenicani, che là hanno un presidio, per sapere se una simile iniziativa dei Francescani sarebbe benefica o controproducente. Aspettiamo la risposta.

              Fr. Gerry Zawada, recentemente uscito di prigione dopo aver scontato la pena inflittagli dagli Stati Uniti per la sua opposizione alla Scuola delle Americhe, si è recato in Iraq. In una intervista rilasciata a Baghdad ha dichiarato: «Nel cuore di Dio non c’è posto per l’uccisione di gente innocente ed è ciò che accadrà se ci sarà la guerra contro l’Iraq».

  12.       Preghiera ecumenica per la Pace 2003. È diffusa da fr. Herman Schalück. Vedere all’indirizzo: http://www.ofm-jpic.org/other/whatsnew.html, oppure alla nuova pagina web della Missione: www.missio-aachen.de.

  13.       I Francescani del Cile. Anch’essi pregano per la pace ed hanno inviato una lettera alle Nazioni Unite.

  14.       Un Francescano si unisce alla Delegazione per la Pace. Il 26 e 27 febbraio, Joe Nangle ofm della Commissione GPSC della Conferenza di lingua inglese, è venuto a Roma come membro della Delegazione, formata da Pax Christi-Usa e dal Consiglio Nazionale delle Chiese, per una serie di incontri sulla crisi irachena. Hanno incontrato alcuni funzionari del vaticano, compresa la Commissione Pontificia di Giustizia e Pace. Il Consiglio Nazionale delle Chiese ha finanziato il viaggio di parecchie delegazioni nelle capitali europee per rafforzare la loro opposizione alla guerra di Bush.

Iniziative diplomatiche, politiche e pastorali

di Giovanni Paolo II per la pace nel febbraio 2003

(fonte: www.Zenit.org)

       1.    Giorno    8     Il Santo Padre ha raccomandato di “moltiplicare gli sforzi” a favore della pace, poiché “non possiamo essere intimoriti da atti di terrorismo o dalle minacce che si stanno ammassando all’orizzonte”.

              Diventa perciò sempre più urgente proclamare lo Spirito di pace ad una umanità fortemente tentata dall’astio e dalla violenza”, ha detto il Papa nel suo incontro con i sacerdoti e i vescovi della Comunità Sant’Egidio, un movimento cattolico fondato a Roma nel 1968. “In questo momento di preoccupazione internazionale siamo portati a pensare che solo un intervento dall’alto può giustificare la speranza in un futuro più luminoso”, egli ha detto, citando le sue stesse parole dal Rosarium Virginis Mariae.

       2.    Giorno   9.     Card. Roger Etchegaray, presidente emerito del Consiglio Pontificio di Giustizia e Pace. “La presenza di un inviato papale in Medio Oriente è una testimonianza importante per i musulmani e gli iracheni del rifiuto della guerra da parte della Chiesa”, dice un arcivescovo. Il Cardinale è stato inviato dal Papa per ricordare alle autorità irachene la loro seria responsabilità di evitare la guerra, conformandosi ai loro impegni internazionali. Il Card. Etchegaray ha detto alla stampa: “Sono venuto per una missione spirituale di pace. Lo scopo della missione papale è di dimostrare a tutti la sollecitudine del Santo Padre in favore della pace ed anche di aiutare le autorità irachene a riflettere seriamente sul dovere di un’efficace cooperazione internazionale, basata sulla giustizia e sul diritto internazionale, in modo da garantire alle persone il supremo bene della pace”. L’arcivescovo ha descritto il popolo iracheno come “angustiato e moralmente esausto, consunto dal lungo embargo”.

       3.    Giorno 13.     Nel suo incontro di domani con il Primo Ministro iracheno Tarek Aziz, Giovanni Paolo II farà pressione sulla necessità che Baghdad collabori efficacemente con le Nazioni Unite per evitare la guerra. Il portavoce del Vaticano Navarro Valls ha detto che il Santo Padre “non è un pacifista”. Il Papa insiste piuttosto sul rispetto del diritto internazionale, convinto che evitare la guerra è una responsabilità morale di tutte le parti.

       4.    Angelo Sodano, Segretario di Stato del vaticano ha detto che “La Santa Sede non è pacifista a qualunque costo, dato che ammette la legittima difesa da parte di ogni stato”.

       5.    Giorno 18.     Giovanni Paolo II e Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, hanno posto con forza l’accento sul “ruolo essenziale delle Nazioni Unite e sul fatto che “si possono ancora trovare giuste ed efficaci soluzioni all’attuale sfida nel rispetto del diritto internazionale, del quale le Nazioni Unite sono il garante”. Riferito dal portavoce.

       6.    Giorno 20.     Ricevendo una delegazione dell’Indonesia di musulmani, cristiani, hindu e buddisti eminenti (GMNI), il Papa ha dichiarato che la convivenza è possibile. Il Papa, parlando al gruppo, ha richiamato le sue stesse parole dell’incontro del 13 gennaio con gli ambasciatori accreditati in Vaticano: “La guerra è sempre una sconfitta per l’umanità”. In quest’occasione egli ha aggiunto: “è anche una tragedia per la religione”. Né la minaccia della guerra né la guerra stessa dovrebbe permettere il reciproco allontanarsi dei cristiani, dei musulmani, dei buddisti, degli induisti o degli appartenenti ad altre religioni”, ha insistito il Papa. L’intellettuale musulmano Nurcholist Madjid si detto preoccupato che “il conflitto possa essere interpretato come una guerra di religione, con il conseguente scatenarsi della violenza fondamentalista in Indonesia e in tutto il mondo”.

       7.    Giorno 24.     Una guerra unilaterale contro l’Iraq, senza il benestare del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sarebbe un “crimine contro la pace”, afferma l’arcivescovo Jean-Louis Tauran. Il Segretario vaticano per i rapporti con gli stati si riferiva all’art. 2.4 della Carta delle Nazioni Unite che stabilisce che le nazioni non devono usare la guerra come strumento per risolvere controversie internazionali.

       8.    Giorno 27.     Giovanni Paolo II incontrando il Primo Ministro spagnolo José Maria Aznar, ha espresso la speranza “che tutte le parti interessate – senza eccezioni – prendano giuste decisioni e si impegnino in iniziative pacifiche efficaci e conformi alla giustizia, ispirate al diritto internazionale e a principi etici”.

Altre notizie

Richiesta di “Azione urgente” – Betlemme e il muro. L’Ufficio GPSC ha ricevuto una richiesta di azione urgente dal Patriarca Latino, Michel Sabbah, e dal Custode della Terrasanta, fr. Giovanni Battistelli ofm, che chiedono aiuto per fermare la costruzione di un muro, nei pressi della Tomba di Rachele, intorno alle abitazioni di una sessantina di famiglie cristiane, che verrebbero così isolate e private di ogni servizio. Esse avrebbero soltanto un piccolo accesso attraverso una parete alta otto metri, che isola Betlemme da Gerusalemme e dagli altri territori. L’Ufficio GPSC, senza entrare nel merito delle ragioni dell’erezione del muro e della linea che esso segue, fa pressione sul governo israeliano perché eviti di circondare, intrappolare e isolare queste famiglie cristiane. Insieme a Franciscans International, l’Ufficio chiede ai Francescani di appellarsi al Governo israeliano con lettere, fax e e-mail chiedendo, appunto, di arrestare di accerchiare, imprigionare e isolare queste famiglie cristiane, ai seguenti indirizzi:

H.E. Mr. Ariel Sharon                                   H.E. Mr. Silvan Shalom

Prime Minister                                              Minister for Foreign Affairs

Office of the Prime Minister                         Hakirya Romena

3, Kaplan Street                                             Jerusalem 91950

P.O.Box 187                                                  Israel

Kiryat Ben Gurion                                     

Jerusalem 91919                                           

Fax +972 2 651 2631                                     Fax +972 2 530 3367

e-mail: pm_eng@pro.gov.il                         e-mail: sar@mofa.gov.il

Nuovo Comitato di Animazione GPSC. In occasione dell’incontro dello scorso gennaio, il Definitorio Generale ha ratificato il nuovo Comitato di Animazione del Consiglio Internazionale GPSC: Joe Rozansky (Provincia del Santo Nome, New York) e Alejandro Castillo (Provincia dello Spirito Santo, Messico) sono stati riconfermati, Teddy Lennon (Sudafrica) e Cesare Azimonti (Italia) sono i nuovi nominati.

Bobby Vadakkal (India) e Jürgen Neitzert (Germania) sono stati ringraziati per il loro generoso contributo al lavoro di GPSC nell’Ordine.

2003 – Anno Internazionale dell’Acqua. Il 21 e 22 marzo, a Firenze, si terrà una conferenza sullo stile del Social Forum Mondiale per discutere il problema dell’acqua e in particolare dei danni derivanti all’umanità dalla privazione di questo “oro blu”. Molti attivisti di diritti umani stanno facendo una campagna perché l’accesso all’acqua sia riconosciuto come uno dei diritti umani e non una ulteriore opportunità per il mercato. Per ulteriori informazioni riguardanti l’incontro consultare: http://www.cipsi.it/contrattoacqua/forum-acqua/. Il gruppo inter-congregazionale GPSC dei promotori ecologici, di cui l’Ufficio GPSC è membro, sta lavorando ad una pubblicazione per aiutare religiosi/e a riflettere su questo problema. Sperano che possa essere pronto per aprile, dopo di che inizierà la traduzione in varie lingue.

Ad oggi, il documento sul cambiamento climatico è stato tradotto in 14 lingue e può essere consultato su: www.ofm-jpic.org/globalwarming/download.htlm.

Studio sulle Fraternità di Inserimento. Undici partecipanti all’incontro continentale GPSC delle Americhe si sono incaricati di elaborare un documento per assicurare che le esperienze delle fraternità di inserimento non vadano perdute, e anche per offrire suggestioni alle Province che volessero fondarne qualcuna. I frati hanno scelto di seguire il metodo “vedere, giudica e agire”. Ecco lo schema concordato all’incontro frequentato da frati di parecchie Province:

       ê    Sezione    I       Storia

       ê    Sezione  II       Esperienze (obiettivi, partecipanti, sostegni, coinvolgimento GPSC, vita dei valori francescani, percezione della fraternità da parte degli, fotografie)

       ê    Sezione III       Base teoretica (biblica, ecclesiologica e francescana)

       ê    Sezione  IV       Risultati, sfide, proposte.

Tutti i frati sono invitati a sostenere questo impegno, mandando idee e informazioni a:

Fernando Figuereido G.                                     (Sezioni I e IV)

jprcsanpablo@tutopia.com oppure berleru@tutopia.com

Luciano Bruxel                                                   (Sezione II)

cpca@cpovo.net

La redazione finale del documento sarà affidata a Carmelo Galdós (Bolivia) e Manuel Alvarado (Cile).

La Commissione OFM di Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato (GPSC)

al Social Forum Mondiale (SFM) - “Un altro mondo è possibile”

La Commissione di Animazione GPSC dell’Ordine, composta da Francisco ó Conaire, Direttore incaricato, Roma, Bobby Vadakkal, India, Alejandro Castillo, Messico, Joe Rozansky, USA, e Larry Bernard, membro del Consiglio GPSC di lingua inglese, insieme con alcuni rappresentanti di Franciscans International, hanno partecipato al Terzo Forum Sociale Mondiale che si è svolto a Porto Alegre, Brasile, dal 23 al 28 gennaio 2003.

Ireneo Gassen ofm, provinciale della Provincia di San Francesco d’Assisi, Luciano Bruxel ofm, Delegato GPSC e tutti i frati hanno accolto calorosamente i visitatori, fornendo loro ogni supporto logistico.

Uno degli otto membri del Comitato organizzativo descrive l’SFM come «una iniziativa pensata per superare la globalizzazione neoliberista e per promuovere una globalizzazione basata sulla solidarietà, la democrazia e la sostenibilità».

Il Forum, frequentato da oltre 100.000 persone, ha offerto 11 conferenze, 30 tavole rotonde con esperti, 50 testimonianze personali, 4 “faccia a faccia” e più di 1.000 seminari. Tutto raggruppato su cinque temi:

       1.    Sviluppo democratico sostenibile

       2.    Principi e valori dei Diritti Umani, Diversità ed Uguaglianza

       3.    Mezzi di comunicazione, Cultura e alternative alla mercificazione e alla omogeneizzazione

       4.    Potere politico, Società civile e Democrazia

       5.    L’Ordine democratico mondiale, la Lotta alla militarizzazione e la Promozione della pace.

I frati hanno scelto di frequentare occasioni diverse per riflettere e condividere in seguito le esperienze. Durante il Forum hanno avuto un incontro con i frati brasiliani per valutare la partecipazione dei Francescani, attuale e futura, particolarmente in India nel 2004 e di nuovo a Porto Alegre nel 2005.

Alcune delle impressioni più forti sono state la massiccia partecipazione dei giovani, la presenza di molti religiosi e religiose, comprese alcune centinaia di Francescani sia del Brasile che del mondo, una celebrazione interfrancescana per la pace, il successo delle conferenze con un interesse spirituale, il generale consenso per la pace contro la guerra, soprattutto quella incombente contro l’Iraq e la speranza verso il futuro che nasce dalla sempre crescente capacità di lavorare insieme tra ONG e società civile.

Richiesta di preghiera. Abbiamo avuto la spiacevole notizia che a fr. Ed Dunn ofm, della Provincia di Santa Barbara, è stato recentemente diagnosticato un tumore ai polmoni. I medici lo hanno operato e sottoposto a chemioterapia. Ed sta accuratamente studiando altre possibilità di cura. Egli è un instancabile difensore dei poveri e dei loro diritti e ha lavorato per diversi anni in El Salvador. A metà degli anni ’90 era membro del Consiglio Internazionale GPSC quale rappresentante della Conferenza di lingua inglese. Attualmente sta lavorando per gli immigrati e i loro diritti nel Sud della California e vive nei pressi della frontiera Messico/USA. Vi chiediamo di pregare intensamente per Ed, per il miracolo della sua salute, se ciò è nella volontà di Dio. Siamo certi che egli gradirebbe l’intercessione di mons. Romero, suo grande eroe. Proponiamo una preghiera che potreste usare.

Profeti di un futuro non di noi stessi

(Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, assassinato il 24 marzo 1980)

è utile, di tanto in tanto, indietreggiare di un passo e guardare al futuro.

Il regno non risiede solo nei nostri sforzi, è nella nostra visione.

Ciò che realizziamo nella nostra vita è soltanto una minuscola frazione

della stupenda impresa che è opera di Dio.

Nulla di ciò che facciamo è perfetto,

che è un modo per dire che il regno ci supera sempre.

 

 

Nessuna dichiarazione dice tutto ciò che può essere detto.

Nessuna preghiera esprime fino in fondo la nostra fede.

Nessuna confessione porta la perfezione.

Nessuna visita pastorale porta la pienezza.

Nessun programma realizza la missione della chiesa.

Nessun piano di mete e obiettivi comprende ogni cosa.

Ecco ciò che siamo:

piantiamo semi che un giorno cresceranno.

Annaffiamo i semi già piantati, sapendo che contengono una promessa futura.

Progettiamo fondazioni che richiedono ulteriori sviluppi.

Procuriamo un lievito che produce effetti ben oltre le nostre capacità.

Non possiamo fare tutto

e rendersene conto procura un senso di liberazione.

Ci permette di fare qualcosa e di farla davvero bene.

Sarà incompleta, ma è un inizio, un passo lungo il cammino,

una possibilità perché la grazia di Dio irrompa e faccia il resto.

Non vedremo forse mai i risultati finali,

ma è qui la differenza tra il capomastro e l’operaio.

Noi siamo operai, non capomastri,

ministri, non messia.

Siamo profeti di un futuro non di noi stessi. Amen.

Informazioni utili

Variazione di indirizzi e nuovi incarichi:

     å   Teddy Lennon ofm, P:O:Box 17004, Groenkloof 0027, Rep. South Africa

     å   tel. 27 12 3461808

     å   Javier Javie Hernández ofm, della Provincia dei Santi Francesco e Giacomo è il nuovo presidente della Conferenza Nostra Signora di Guadalupe, di Messico, Centroamerica e Caraibi. E-mail: fraile@cybercable.net.mx

Incontri GPSC delle Conferenze

     û    COMPI (Italia)        11-13 marzo      -      Milano Marittima

     û    Sud-Slavica            14-16 marzo      -      Zagabria (Croazia)

     û    Bolivariana            21-24 marzo      -      Bolivia

Siti web:

     Û   Consiglio Cattolico Australiano di Giustizia Sociale – La Chiesa parla di guerra e di pace: www.sociljustice.catholic.org.au

            è un’ottima rivista sulla Dottrina Sociale della Chiesa riguardo la guerra e la pace e riporta le recenti dichiarazioni del Vaticano e della leadership della Chiesa locale.

     Û   Leonardo Boff scrive una colonna ogni settimana: http://servicioskoinonia.org/boff

 

Per favore, inviate qualsiasi notizia, date di incontri GPSC, commenti e suggerimenti a:

 

Gearóid Francisco Ó Conaire, OFM                  e-mail      pax@ofm.org

Ufficio GPSC OFM                                           web         http://www.ofm.org/

Via S. Maria Mediatrice, 25                               tel.          (+39-06) 6849-1218

00165 Roma, Italia                                             fax          (+39-06) 6849-1266

 

 

 

 

 

 

 

Ordine dei Frati Minori – Conferenza dei Ministri Provinciali d’Italia

Commissione Nazionale “Giustizia, Pace e Salvaguardia del creato”

Indirizzario

Presidente COMPI

'

02

29 00 60 70

M.R. P. Francesco Bravi

6

02

29 00 60 45

Convento Sant’Antonio

cell.

 

 

Via Farini 10

e-mail

 

curia-mi@libero.it

20154 Milano

 

 

 

Delegato COMPI

'

041

52 38 463

M.R. P. Mario favretto

6

041

24 16 133 (curia) 52 28 323 (economato)

Convento San Francesco della Vigna

cell.

348

23 14 950

Castello 2786

e-mail

 

ministroveofm@easyasp.it

30122 Venezia

 

 

 

Abruzzo

'

0862

22 255 (convento)

fr. Quirino Salomone

6

0862

41 91 88

Convento San Bernardino

cell.

349

55 98 793

Via Veneto 1

e-mail

 

papacele@tin.it

67100 L’Aquila

 

 

 

Benevento

'

0825

62 62 16

fr. Vittorio Balzarano

6

 

no

Convento San Giovanni Battista

cell.

339

186 44 32

Rampa S. Pasquale

e-mail

 

padrevittorio@libero.it

83042 Atripalda (av)

 

 

 

Bologna

'

051

58 03 57

fr. Bruno Monfardini

6

051

64 48 160

Convento SS. Annunziata

cell.

333

91 47 861

Via Mamolo, 2

e-mail

 

monfbruno@libero.it

40136 Bologna

 

 

 

Calabria

'

0984

46 31 54

fr. Domenico Campanella

' e 6

0984

46 41 57 (parrocchia)

Convento Sant’Antonio

cell.

 

 

Via Resistenza 4

e-mail

 

 

87030 Commenda di Rende (CS)

 

 

 

Liguria

'

010

613 09 74 (convento) 613 24 28 (parrocchia)

fr. Alfio Merlo (consigliere)

6

010

61 22 562

Convento Nostra Signora degli Angeli

cell.

339

31 65 231

Passo N. Signora d. Angeli 1

e-mail

 

fralfio@libero.it

16158 Genova Voltri

 

 

 

Lombardia

'

02

63 24 81

fr. Cesare Azimonti (coordinatore)

6

02

65 45 55

Convento Sant’Angelo

cell.

333

36 33 901

Piazza S. Angelo 2

e-mail

 

c.azimonti@tin.it

20121 Milano

 

 

 

Marche

'