II Congresso Internazionale de GPIC
Sintesi del 4 febbraio 2006
   

Sessione mattutina

Questa mattina, Nestor Schwertz, Segretario per l’Evangelizzazione e Missione, e Massimo Fusarelli, Segretario per la |Formazione e gli Studi, hanno presentato i temi dell’Evangelizzazione e Formazione in relazione a GPIC. 

La presentazione di Nestor era intitolata “Evangelizzazione e GPIC nella prospettiva degli esclusi.” Ha detto, tra le altre cose, che la vocazione dei frati è annunciare il vangelo. L’abbraccio di Francesco al lebbroso non è stato così determinante come l’incontro con il Vangelo. Il nostro impegno per gli esclusi non è un’attività nuova, ma fa’ parte della nostra “forma vitae”.

La chiesa, nei suoi documenti, si dice chiamata ad annunciare il vangelo ai poveri. Nei poveri, essa riconosce il suo Fondatore. La chiesa ha il compito di proclamare la liberazione a milioni di persone. Quella Latino-Americana ha già fatto l’opzione per i poveri e per la promozione della giustizia. Quanti vogliono seguire Gesù Cristo devono fare la medesima opzione. I frati danno testimonianza ai poveri con uno stile proprio; tale testimonianza, però, deve essere data in comunione con la chiesa. 

Ha detto ancora, che siamo chiamati ad andare verso gli esclusi: a cercarli, a stare tra loro, ad ascoltarli e a servirli. Tutto ciò appartiene alla nostra vocazione missionaria e può darci la grazia di una nuova conversione. Non tutti i frati sono chiamati a vivere con i poveri, ma alcuni sì. È importante che a questi frati sia data la possibilità di farlo a nome dell’intera fraternità. Tutti sono chiamati a fare l’opzione per i poveri, nella modalità più consona ad ognuno.

Ha concluso formulando tre domande-sfide: saremo capaci di creare nuove forme d’evangelizzazione o nuove fraternità evangelizzatrici nella prospettiva di questo Congresso e dell’Ottavo Centenario di Fondazione dell’Ordine? Come possiamo qualificare il nostro impegno per GPIC attraverso la formazione permanente ed intellettuale? Come possiamo integrare i diversi servizi d’animazione nelle diverse aree di GPIC? Come accrescere nelle Entità la collaborazione tra i diversi servizi d’animazione (GPIC, Evangelizzazione e Formazione)?

Massimo Fusarelli, ha fatto notare come nella formazione, la maggiorparte dell’attenzione si concentra sulla maturità umana, questo però, ha aggiunto, è solo una parte della formazione.

Il Documento di Madrid, “La vocazione dell’Ordine oggi” (1973), sottolinea l’importanza dell’esperienza di fede e che la GPIC e gli altri elementi del nostro carisma ci invitano a vivere da fratelli all’interno di questa dimensione di fede.

Il povero e la loro vita sono il luogo teologico nel quale possiamo trovare nuovi modi per esprimere il nostro carisma. I poveri sono i nostri maestri.

La nostra spiritualità dev’essere radicata nella GPIC al fine d’evitare una spiritualità intimistica.

La nostra formazione dev’essere pratica, inculturata e aperta a nuove forme di servizio per superare la distanza tra ciò che proponiamo nella formazione e le nostre realtà. [ presentazione]

Dopo le presentazioni, i partecipanti si sono radunati nei gruppi linguistici per rispondere alle seguenti domande: “Quali sono, nel nostro Congresso, le luci più importanti che servono ad illuminare la vita francescana e il nostro lavoro di GPIC?”

Dopo pranzo, i partecipanti sono partiti per condividere una giornata con i “sem terra” di Uberlandia.

 
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