II Congresso Internazionale de GPIC
Sintesi del 2 febbraio 2006
   

Sessione mattutina

La giornata è iniziata con la preghiera preparata dalla CONFRES, Conferenza Francescana Spagnola e Portoghese.

Hanno fatto seguito la lettura del verbale e la presentazione dei risultati dei lavori dei Gruppi di Conferenza tenutisi ieri. 

La maggiorparte dei gruppi sono stati unanimi nel dire che  solitamente i frati rispondono alle esigenze degli esclusi con opere caritativo-assistenziali. Il gruppo del Sud-Africa ha detto: “siamo stati molto bravi nel dare cose agli esclusi ma molto meno nel loro accompagnamento”. Hanno fatto notare pure che Francesco ha dovuto lasciare la città di Assisi per abbracciare il lebbroso. Diversamente da Francesco, noi  abbiamo paura di lasciare le nostre sicurezze per entrare nel mondo degli esclusi. 

Il gruppo Brasiliano ha apprezzato il buon lavoro fatto dai frati finora, ma ha pure aggiunto che l’ora è arrivata per esplorare nuove forme di ministero. “Se andiamo dai poveri come maestri, falliremo. Se, invece stiamo con loro, con loro troveremo nuovi modi per trovare Gesù e saremo vincitori”. 

Dopo la pausa, durante la quale un gruppo folcloristico Afro-Brasiliano chiamato “Acca” ha eseguito delle danze molto coinvolgenti, è stata la volta di Miguel Alvarez. Questi ha dichiarato finita la prima parte del Congresso: i partecipanti hanno identificato gli esclusi, i processi d’esclusione e quanto, nelle diverse Province, si fa per gli esclusi. Il passo che segue è discernere quanto sta emergendo dal Congresso.

Giustizia, pace, salvaguardia del creato, formazione ed evangelizzazione, ha detto Alvarez, sono tutte parti integranti dell’identità francescana. I nostri ministeri specifici devono esprimere la nostra identità. Non siamo nè degli specialisti, nè sostituti del governo. È negli esclusi che si trova il nostro “luogo teologico”, è nel povero sperimentiamo la presenza di Dio. Finora, abbiamo offerto assistenza agli esclusi. Il nostro nuovo compito, ora, è avviare un processo d’inclusione. Per farlo abbiamo bisogno della diagnosi; la cura, infatti, non è possibile senza la diagnosi. Compito del Congresso è pensare ad una strategia adeguata.
[ presentazione in Spagnolo]

Terminata l’esposizione di Miguel Alvarez, i partecipanti, hanno avuto la possibilita di dialogare e porre domande al relatore. Tra le altre cose sono state menzionate le situazioni di esclusione e di ingiustizia che si vivono all’interno della Chiesa e dell’Ordine e che non sempre sono affrontate con chiarezza e coraggio. È  più facile fare denuncia che autocrítica. Si è pure detto che non siamo leaders politici, nè padroni delle opere caritativo-assistenziali che offriamo. Il nostro compito è creare reti di partecipazione.

Infine, si è parlato della dimensione politica dell’amore al prossimo.

Prima di concludere la sessione mattutina, i congressisti sono stati informati che Fr. Elidio, della Custodia Santa Chiara del Mozambico, e Fr. Calvin, della Provincia San Pietro Battista delle Filippine, sono stati eletti dai partecipanti quali collaboratori dell’equipe d’animazione del Congresso.

Sessione pomeridiana

Nel pomeriggio, è stata la volta di due esperti.

Thomas McGrath, esperto in Sacra Scrittura, ha detto che la Bibbia è viva solo quando è collegata alla vita del popolo. Ha continuato dicendo che il libro di Rut potrebbe essere usato come modello scritturistico per noi, oggi.La legge, nel libro di Rut, serviva a proteggere la terra e la famiglia e a garantire il cibo - elementi necessari per uscire dalla povertà. Se prima eravamo una Chiesa che lavorava per i poveri, ora siamo una Chiesa che lavora con i poveri, quello che dobbiamo diventare è la Chiesa dei poveri.
[ testo su Rut in Inglese] [ testo su Elia e Rut in Inglese]

Celso Teixeira, esperto di francescanesimo, ha detto che per Francesco il povero era il sacramento del Cristo povero, perchè Francesco vedeva la presenza di Dio (Theos) ovunque. Quella Presenza dava significato(logos)a tutto. Francesco non fece un opzione per i poveri come l’intendiamo noi oggi, egli optò per una vita di povertà. L’Ordine dovrebbe fondare sè stesso sulle opzioni di Francesco.Dovremmo de-clericalizzare la nostra evangelizzazione,diventare più itineranti e ritornare a vivere con i poveri e gli esclusi. Critichiamo il sistema, ma non abbiamo la volontà di lasciare le nostre strutture chè ci offrono sicurezza.
[ presentazione in Portuguese]

Dopo un breve dialogo con i relatori, i partecipanti si sono divisi in gruppi linguistici per riflettere sugli eventi della giornata e per iniziare a formulare alcune proposte per GPSC and per tutto l’Ordine.

La preghiera vespertina è stata animata dalla Conferenza Africana.

La serata si è conclusa con la “fiesta” celebrata da tutti i partecipanti.

 
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